Il palco

F. e E. non ce la fanno più. Sono al limite, bloccate in una sala buia, in cui aleggia un odore acre, affamate e stanche. Da quando il loro amico C. ha deciso che avrebbe iniziato a cantare, i loro incontri hanno sempre più preso una piega grottesca: l’unico argomento di conversazione sono i suoi pezzi e le sue lezioni, motivo per il quale nessun discorso ha più un aspetto interessante.

La sala del concerto è la stessa utilizzata dalle band precedenti e ciò balza, più che all’occhio, al naso. L’areazione è assente e l’odore sempre più pungente. Augurandosi una permanenza breve, le due ragazze osservano l’inizio dello spettacolo e non possono credere ai loro occhi. Ciò che dovrebbe essere rappresentato come un concerto, in realtà assomiglia in tutto a un saggio scolastico. E. prova a non ridere tenendo stretta una mano alla bocca, assumendo una posa di finta attenzione. I brani di C. durano neanche dieci minuti, in seguito ai quali si susseguono artisti di tutte le età.

Le ore passano lente, lentissime, soprattutto quella di cena, senza aver toccato cibo. F. inizia a non sentirsi bene per via del caldo, della puzza e del calo di zuccheri, così si assenta un momento, accompagnata fuori da E. Al ritorno, i loro posti sono stati occupati da altre persone che fingono un’aria indifferente e che non intendono liberarli. Dopo quasi tre ore, lo show è terminato e all’uscita, le ragazze incontrano i fratelli e i genitori di C., entusiasti e fomentati dalla serata. F. e E. provano a fingere la stessa esuberanza e, all’arrivo di C., gli fanno i complimenti. Sanno che lui non accetterebbe mai una critica e si offenderebbe terribilmente, parlandone per settimane. F. e E. decidono di tornare a casa per conto loro, puntando al mangiare e bere qualcosa nel tragitto. Mentre sono sedute in un bar, arriva loro un messaggio: “Non ho sentito il vostro supporto, non mi sento considerato abbastanza. Gli amici non si comportano così, addio.”.

Le ragazze si guardano nell’istante in cui terminano di leggere quelle righe, ripensando a tutto ciò che hanno sopportato in quegli ultimi mesi. Con un sorriso ironico, mettono via i loro cellulari e continuano serenamente la serata.

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