Il cattolico

Sono arrivati, mancano due ore e mezza all’inizio.

L. e E. sono una coppia da diversi anni e, durante queste feste natalizie, L. ha deciso di presentare E. alla sua famiglia, trascorrendo il weekend nella loro casa in campagna. E. è stata accolta molto calorosamente da tutti: genitori, sorelle e zii si sono mostrati immediatamente curiosi di conoscerla. Appena arrivati, sono stati fatti accomodare in cucina per cenare tutti insieme e E. si è trovata in dieci minuti a far parte di una famiglia vista soltanto nelle serie tv anni ottanta, in cui tutti sono allegri e si aiutano nelle faccende. La cena è in tavola, E. prende la forchetta per iniziare a divorare il suo piatto di pasta, ma L. le blocca il braccio. Suo padre si è alzato e aspetta il più totale silenzio per dire qualcosa.

“Prendiamoci le mani e ringraziamo”. Una delle sorelle prende la mano di E. e tutti iniziano un canto religioso cattolico. E. non lo conosce, si dichiara atea da quando, a 13 anni, costretta dai genitori a fare la cresima, aveva deciso di frequentare gli incontri di catechismo solo per poter parlare con un ragazzo che le piaceva.

È molto stupita che L. non gliele abbia parlato, se non altro per avvisarla ed evitare brutte figure. Al termine della canzone, tutti ringraziano Dio e iniziano a mangiare. La pasta è totalmente scotta e appena tiepida, accompagnata da un breve quanto mirato interrogatorio nei confronti di E: “Cosa ne pensi della religione? I tuoi genitori ti hanno fatto compiere i sacramenti? Perché hai deciso di non essere cattolica come la tua famiglia?”. Ogni sua risposta provoca un silenzio generale e E. arrossisce a mano a mano che la conversazione prosegue, non perché non sia convinta delle sue idee, quanto perché vorrebbe apparire al meglio a quella famiglia e ha l’impressione che ormai sia una battaglia persa. Alle undici tutti si ritirano nelle loro stanze, L. va nella camera che è stata assegnata a E. per darle la buonanotte e scusarsi di non averla preparata a quel possibile scenario. I due non vorrebbero andare oltre, ma stanno davvero bene insieme e iniziano a spogliarsi. Dopo qualche minuto, la porta della stanza di apre e la voce della madre di lui, dal piano di sotto, urla: “Buonanotte, a domani”.

L. e E. sono seduti nella chiesa del paese, stipati su una panca di legno tanto stretta quanto scomoda. Alle loro spalle, i genitori di L. stanno esaminando le letture che verranno declamate. È totalmente fuori discussione mancare alla messa di Natale, durante la quale, le spiega L., anche le sue sorelle leggeranno dei passi della Bibbia. Lo schermo del telefono di E. è spento, ma lei dice di dover rispondere a una chiamata importante. Dopotutto, mancano ancora più di due ore all’inizio. L. la fulmina con lo sguardo e le chiede di tornare il prima possibile.

Riuscita a fatica a farsi spazio e uscire dalla fila, E. percorre, aumentando sempre più il passo, la navata centrale al contrario.

 

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