I pezzetti di carta

E. e R. sono in salotto. Lei sul divano, lui in piedi. Non sanno se si amano ancora. E. ha le mani piene di anelli e ora, senza guardarli, continua a spostarli da un dito all’altro. R. dice che sono di più i momenti in cui stanno male assieme, rispetto a quelli sereni. “Ultimamente mi hai fatto venire i capelli bianchi, guarda qui”. Le viene da ridere, ma forse è serio e non infierisce. Guarda i capelli e nota che, nell’ultima settimana in cui non si sono visti, se li è tagliati da solo. Un disastro, sembra appena scappato da Sweeny Todd. Le viene di nuovo da ridere, ma d’un tratto si ricorda perché sono lì, ora, e le passa.

Entrambi concordano sul fatto di non continuare per molto questa scena perché è straziante, come ogni rottura. Così diversi ma così simili a tutti gli altri. R. si dirige verso la porta, ma non esce. Si gira e le mostra la maniglia, appena staccatasi. Sono bloccati in una stanza mentre si stanno lasciando. Non bastasse, lui è tremendamente claustrofobico, di conseguenza si paralizza sul divano.

Lei vorrebbe calmarlo, ma non lo fa perché, cazzo, si stanno lasciando, va quindi a sedersi sul balcone per prendere enormi boccate d’aria. Rimangono rinchiusi all’incirca un’ora, finché il vicino torna a casa e lei riesce a spiegargli la situazione da un balcone all’altro. La porta, spinta dall’esterno, finalmente si apre. Sono liberi di non vedersi più.

R. va in bagno a pulirsi gli occhiali prima di ripartire, perché piangendo non ci vede più. Ai lati della montatura rimangono attaccati dei pezzetti di carta con cui ha asciugato le lenti e, come sempre, non li ha visti. Di solito glieli toglie E., è un loro gesto che ora non può più fare.

R. esce. Lei fa partire una canzone dal computer, per riuscire a sentire qualcosa. Dopo tre brani, il campanello suona. E. apre senza chiedere chi è, perché non si ricorda se le è rimasta una voce. Lui è fermo davanti alla porta. Stanno piangendo entrambi.

Non è ancora il momento. Si abbracciano, vanno in camera e si tolgono tutto quello a cui hanno pensato finora.

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...