La caldaia

Oggi, 5 dicembre, C. è riuscita a entrare in casa. Dopo settimane di trattative, ha finalmente una casa sua. In affitto, ma sono dettagli. È la casa che ha sempre sognato e ha dovuto contrattare parecchio con il proprietario sul prezzo e sulle condizioni del contratto. Diciamo pure che, vedendola giovane e da sola, provava a fregarla. Fatto sta che ce l’ha fatta, ha una bella casa ad un prezzo più che ragionevole.

Eppure c’è qualcosa che non va: il freddo. È veramente freddo. Accende il riscaldamento e si accorge che non funziona. Telefona immediatamente al proprietario, che le risponde solo alla quinta chiamata. Le dice di spostare varie leve e pulsanti, ma queste mosse non risolvono il problema. La richiama poco dopo dicendole che il tecnico del riscaldamento arriverà da lei un pomeriggio della settimana successiva. Sconsolata, si veste con mille strati di abiti e accende una piccola stufetta. Non ha ancora comprato il piumone e trascorre la nottata tra brividi e nervosismo, fissando il soffitto, senza chiudere occhio. Il mattino dopo, al lavoro, non riesce a stare in piedi e viene spedita a casa prima, dopo aver constatato di avere indubbiamente l’influenza.

Finalmente, dopo tre giorni, l’addetto alla manutenzione arriva e, con un sorrisino, le spiega che bastava schiacciare un interruttore che, chissà perché, era bloccato con un pezzo di nastro adesivo. Il proprietario, anch’esso presente, recita la sorpresa di scoprire quell’interruttore nascosto e i due se ne vanno insieme sghignazzando. Furente per il dispetto che le è costato tre giornate di lavoro e la salute, decide di fare giustizia. Approfitta delle provette che le sono rimaste dagli ultimi esami del sangue, va al bagno e ne riempie una fino all’orlo.

Salendo verso l’appartamento del proprietario, C. deve fare la scala un paio di volte, a causa dell’incertezza del procedere o meno. Questa mossa significherebbe abbassarsi al suo livello. C. in un attimo rivede se stessa, durante quei giorni di malattia, sfinita per il trasloco e le notti insonni e non perde tempo.

Il giorno seguente, il proprietario esce di casa, sentendo un odore pungente. Convinto dell’origine, prima di andare fare colazione, rientra e sgrida il cane di sua sorella, a cui ha dovuto badare negli ultimi due giorni.

 

 

 

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