Le intolleranze

Finalmente sono arrivati mamma e papà. Vengono a trovarla sempre lunedì sera, ordinano cibo cinese e lo mangiano nella sua stanza, seduti sul letto o per terra. Non vuole andare in sala da pranzo perché è occupata dalla sue tre coinquiline. Quando vengono i loro amici, stanno tutte lì a chiacchierare e ridere, ma a lei non interessa. Non vuole stringere alcun tipo di legame. Non vuole usino le sue cose e quindi le tiene sempre nella sua camera, che si premura di chiudere a chiave ogni volta che esce. Spesso vanno assieme a bere e tornano a casa ubriache, che schifo. Ieri le hanno chiesto di andare a prendere un gelato con loro e il nuovo vicino gay e lei ovviamente ho rifiutato. Non sopporta i gay e nemmeno quelle tre svampite.

Non vuole distrazioni, lei è qui per studiare, per laurearsi e l’unica persona con cui vuole uscire è il suo ragazzo. Stanno insieme da cinque anni. L’ha messo in riga, una volta era molto esuberante ma ora si è regolato, soprattutto a letto. Lei non riesce mai a venire, ma gli ha detto che è un suo problema e non ha intenzione di provare niente di nuovo.

Domani sera viene a trovarla e lei non vede l’ora. Lo vede entrare nella sua stanza e già le passa la voglia di urlare alle sue coinquiline che hanno occupato il bagno tutto il pomeriggio. Nota sul suo viso un’espressione strana, qualcosa non va. Inizia dicendole che deve parlarle, ma non prosegue perché A. entra nella stanza senza bussare e chiede loro se vogliono andare ad un concerto. Ovviamente lei non vuole, che domande stupide. A. se ne va e si mettono a guardare un film sul suo letto, per l’ennesima volta. Non ha voglia di parlare e lui l’ha capito.

Lo manda a casa appena finisce il film perché il giorno dopo vuole andare a correre molto presto. Dorme discretamente, si sveglia e fa più rumore possibile per dare fastidio alle altre. La sua mossa migliore è sbattere il filtro della caffettiera contro il cestino per pulirlo bene. Corre, corre più del solito perché si sente carica. Un ragazzo di colore vuole venderle dei braccialetti e lei gli urla di tornarsene al suo Paese, a lavorare. Sulla via del ritorno si accorge di aver lasciato a casa le chiavi, ma non ha importanza perché basterà suonare il campanello. “Quelle lì si svegliano sempre tardi e staranno facendo colazione”.

Ha suonato per la terza volta, e ancora nulla. Ha scritto a tutte e tre, ma nessuna ha visualizzato il messaggio. Prova a chiamarle, ma non risponde nessuno. Non può fare altro che aspettarle seduta sui due gradini dell’ingresso. Dopo mezz’ora, sente l’avviso di un messaggio. Finalmente se ne sono accorte. Invece no, è un messaggio del suo ragazzo, nel quale le spiega come sia insopportabile ultimamente stare con lei. Giustifica il messaggio dicendo che ieri sera ha provato a dirglielo a voce ma sono stati interrotti e conclude chiedendole di non cercarlo più.

Il sudore della corsa cola dal collo sull’immagine della maglietta su cui è raffigurato il suo politico preferito. Le gocce scendono all’altezza degli occhi e sembra che stiano piangendo assieme.

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