Il bar del cinema

Vado da sempre al cinema dietro l’angolo. Da sola o in compagnia. Mi piace il profumo di un vecchio piccolo cinema e le sue due sale, una grande e una piccola come un salottino.

Il signor G. è il vecchietto che gestisce il bar del cinema, da più di cinquant’anni. Tutti gli hanno sempre detto che è la copia di Dustin Hoffman, ma lui non ci crede molto. “Al giorno d’oggi”, dice sempre il signor G., “I film non sono più quelli di una volta, esattamente come la clientela”. Nonostante ciò, lui vuole mantenere tutto come quando ha cominciato questo lavoro. Non vuole aggiungere sale o ampliare quelle esistenti, non fa per lui. Lo trovate dietro al suo bancone, mentre aspetta che prima di entrare a vedere il film gli si chieda una bevanda e un toast. Accetta di cucinare soltanto toast come piacciono a lui: prosciutto, formaggio e nient’altro. Qualunque salsa rovinerebbe il gusto, è proibita e la considera quasi un’offesa al suo operato.

Un pomeriggio, mentre aspettavo l’inizio di una proiezione in lingua originale, ho visto un’anziana signora chiedergli un toast con salsa rosa. Ho visto lui non arrabbiarsi, e ho capito subito che i due si erano piaciuti. Infatti, da quel momento, lei ha incominciato a presentarsi a più proiezioni settimanali e molto in anticipo rispetto all’orario d’inizio, per poter passare con lui più tempo possibile, senza però sbilanciarsi subito.

Una volta gli ha portato un mazzo di fiori bellissimi, dicendo che li coltiva nel suo giardino. “Il segreto è metterci il sangue della macelleria per farli crescere più lucenti”. Il signor G. li ha accettati, in parte compiaciuto, in parte inquietato da quella notizia. Lui non mi racconta nulla, ma si capisce che gli fa molto piacere riceve le attenzioni di lei. Sorride sempre quando la vede arrivare, poi si ricompone e fa finta di non vederla fino a che lei non lo saluta. Sono passati mesi ormai dal loro incontro e sono sempre più complici. Qualche volta discutono riguardo i giudizi dati ai film, ai registi o alle colonne sonore: la signora ama i film d’azione, mentre il signor G. preferisce le commedie classiche. Di base, non sono d’accordo su nulla.

Una sera, il signor G. si è vestito e pettinato al meglio, ha pulito tre volte gli occhiali e le ha chiesto di poter vedere il film del giorno seduto accanto a lei, in sala. Lei, entusiasta della proposta, l’ha preso subito per mano e insieme sono entrati in sala.

Quella è stata la sua ultima proiezione, ma sono contenta di aver visto il signor G. così emozionato all’idea vedere un thriller, soprattutto perché avevamo appena finito di criticarlo insieme.

 

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