La brandina blu

G. si trasferisce. Ha trovato una stanza piuttosto grande in una casa trascurata, in compagnia di tre coinquiline. P. va spesso a dormire da G., ma appare subito impossibile passare la notte in due in un letto così stretto e, soprattutto, scricchiolante. Sembra possa cedere da un momento all’altro. Inoltre P. durante il sonno si mette a sedere e racconta, a voce alta, parti di romanzi. Da 1984 a Papà Goriot, recita con slancio e quasi fedele al testo, ma al mattino non ricorda nulla. Una notte, narrando Moby Dick, inizia persino a ondeggiare, convinto di essere in mare. G. ne è affascinata, ma non vuole rassegnarsi di fronte alle occhiaie scure, così propone una soluzione che non destabilizzi il loro rapporto: “Compriamo una brandina”.

Una brandina di un blu acceso, quella più economica, con un materasso forse troppo sottile per riuscire a dormirci serenamente, viene posizionata accanto al letto di G., evitando l’impressione di voler dormire separati. La prova generale può iniziare, G. inserisce i tappi per le orecchie acquistati per l’occasione, convinta siano infallibili. La recitazione non invade più il lato del letto di G., ma i racconti, la svegliano comunque di soprassalto e quando lei prova a svegliare P., i due litigano perché lui non crede all’intensità del suo sonnambulismo, e le notti procedono così. Al mattino, i due creano un’abitudine: si riuniscono in un abbraccio, in silenzio, prima di andare al lavoro. È il loro quarto d’ora rassicurante.

Innumerevoli sono le posizioni in cui la brandina viene spostata, fortunatamente al momento dell’acquisto hanno preferito la versione con le rotelle: perpendicolare al letto, ai piedi del letto o lungo la parete opposta, vicino alla porta della stanza. Si convincono che, in qualche modo, debba funzionare.

Quando entrambi si arrendono al termine della loro relazione e ha inizio il terribile rituale della restituzione dei reciproci oggetti, la brandina è la prima vittima esiliata da casa di G., dispiaciuta e al contempo leggermente sollevata all’idea di non doverci più sbattere contro ogni giorno, nel momento in cui rifà il letto. E’ difficile persino chiuderla, nonostante, fosse sembrata una manovra molto semplice. D’altronde, all’inizio, era sembrato semplice tutto.

Ora la guarda dalla finestra, mentre viene caricata a fatica in auto da P.. Molto a fatica. Vorrebbe scendere a dargli una mano, ma non può. Nonostante veda la scena in modo appannato, le sembra effettivamente più carina da lontano, con tutte quelle righe bianche e blu, sfortunatamente scomoda, in ogni senso possibile.

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